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ce ce ce ceing feis end drims

written by il martedì, luglio 15, 2008 in: au du iu sei

Essè l'abito non fa il monaco non è vero neppure il contrario.
Insalatona è una delle parole che non mi piacciono. Non mi piace nemmeno l'espressione pour parler o come cavolo si scrive. Non adoro i francesismi, ma detesto di più gli idiotismi, il calcio malato ed i finali da giornalistuncoli. Quegli inquirenti che brancolano nel buio, me li vedo fisicamente a tastare l'aria in cerca di soluzioni che non si trovano, di colpevoli nascosti...mi piace il martini bianco, ma solo di mattina e pomeriggio, le sigarette invece solo di sera. E non odio l'afa, mi fa pensare di essere in un'unica grande pancia incinta insieme agli altri cittadini...che però si esauriscono presto e rispondono male per hobby, abitudine e dovere. Allora il mio sport di questi giorni è quello di far sì che sbraitino pubblicamente poi sorrido loro e gli dico con tutta l'innocenza che so fingere: bene, non c'è bisogno di arrabbiarsi, le pare?

Ho scalato una rupe due giorni fa, mi fanno ancora male le gambe, cammino come se non avessi le giunture oliate nelle ginocchia. E scendo le scale come se non le avessi affatto, le ginocchia.
Vernissage è una parola che non mi piace perchè mette in difficoltà le persone che non la conoscono e inchiattilla beandoli quelli che la pronunciano. E' un termine antidemocratico.
Dispoticamente riscriverei l'intero dizionario se avessi abbastanza carta, tempo memoria e fantasia e bambini da utilizzare all'uopo. O degli scribacchini alle mie dipendeze. Depandance è un altro termine da depennare, porca puttana, fa troppo biutiful, ridge e compagnia bella. Con un po' di soci farei quello che faceva il nemicoamicosegretario di mussolini, Starace, detterei le mie regole per un uso più consono e fantasioso della lingua. Linguando ex novo, togliendo l'abuso, l'abuso edilizio, i matti da legare, le mele marce, i fuochi di paglia, i rifiuti urbani, le mezze misure, i cicli economici, il dollaro al barile e finalmente anche wall street.
Svecchiando il nuovo e snuovando il vecchio.
V'ho convinto? Così è, se mi pare.
Era solo per gettarvi fumo negli occhi, per non farvi vedere tra papaveri e cavoli che avevo cambiato l'header. La testata.

 

pagly @ 01:39 | commenti: commenti (29)(popup)

nuovapolis: tiredness.

written by il lunedì, giugno 16, 2008 in: au du iu sei, uteog, nuovapolis

Dicono che quando sparano i fuochi significa che è arrivata una partita di droga. Ieri sera li hanno sparati tre volte, allora o era una partita molto grossa, o ne erano tre.
L'Austria e la Germania, per quel che mi riguarda sono come un ex moglie ed un ex marito. La Svizzera e la Storia stanno nel mezzo. Sotto. Perciò il loro gioco è più vivace.

Sono tornata a casa a piedi, dai quartieri ai quartieri, passo svelto, probabilità di cadere addormentata camminando al 66%. Neapolis. Qui, come in tutti i quartieri spagnoli si sente la tv del vicino che sta di fronte, molto meglio di quanto si senta la propria, solo che non si può scegliere il canale. Da Luco la tv del vicino di fronte la si può anche guardare, tanto è grande, ma la signora mette sempre su rete 4.
Mo me ne vado a nanna, il sonno del giusto e lo dico con orgoglio. Ho deciso di mettere alla prova, in queste circostanze, il cambiamento che ritengo e mi vanto d'aver avuto. E' ora di sperimentarlo sul campo: sarò una persona serena in grado di affrontare le faccende con calma. Oltre ad essere Wolf naturalmente. Quella è la mia prima occupazione.


Schiena chiama letto, letto chiama pagly, pagly chiama una lunga notte di riposo, finalmente.
Troppi fatti, troppe facce, domande - scusi mi sa dire...- grossi sorrisi - ma certo! di cosa ha bisogno. Troppe parole e mo mi voglio fare imbevuta di silenzio, almeno fino a domani. Ciao.

pagly @ 23:33 | commenti: commenti (36)(popup)

what if - nonsense but sadness

written by il venerdì, giugno 13, 2008 in: nonsense, spleen

What if ...if you didn't open the door that time? Will your life be different? The answer my friend is of course...but you will never know how.
Dentro è un miscuglio di cose, non ne posso parlare...dentro è un groviglio di pensieri, ma non li so dire. E non li so definire. Scrivo perchè non posso parlarne da sola, e non ho una sigaretta da tramutare in canna.
Ma la tastiera mi rende possibile dire senza emettere suono, dire nel vuoto pieno di altri schermi con altre facce. E non ho pretesa d'interessare nessuno, davvero, che voglio solo parlare per me, per via del bisogno che ho. Metto dieci centesimi in una ciotolina ogni volta che chiamo al telefono da qui, ma adesso è tardi. Metto a verbale i pensieri, o la voglia di farlo. Ma poi effettivamente taccio. Anche qui. Sento l'idea del pianto che avanza e si sposa con il sonno. Aspettate ragazzi, celebriamo le nozze fra poco. Essia. Dormire piangendo produce risvegli che restano sereni per un secondo o due, e poi è di nuovo senno. E di nuovo pioggia in faccia, dentro. Devo salvare gli occhi, perchè dove lavoro devo sorridere alla gente.

Adesso mi scuso per la non allegria, per aver abbandonato 'sto blog e per usarlo adesso come sfogatoio per cose che non posso dire. Se non vi importa, va bene, tornate tra un mese e sarà di nuovo tutto giallo qui...se invece qualcosa vi tocca, per favore ditemelo.

Un bacio.

Pa

pagly @ 01:45 | commenti: commenti (21)(popup)

TIRTISICS auars - 36 ore

written by il mercoledì, maggio 28, 2008 in: pagly, au du iu sei, uteog

Ho lavato un parquet enorme alle due di notte, ho fatto un sogno cattivo poche ore dopo. Al risveglio si è rivelato una premonizione. Ho goduto del vento caldo, ho detto a un nuovo lavoro, e bah a un'offerta vaga per il cairo. ILCAIRO? Ho visto un documentario sui teschi di cristallo, e uno sul luogo in cui si trova l'arca dell'alleanza. Ho indovinato una cosa strana, e un'altra ancora, ho messo i tacchi O_O...
Ho accarezzato una pianta d'erba, e un cane, ho detto:non hai il diritto di condizionarmi, ho preso pulman e treni, bigliettless, ho letto mezzo pornodiirvinewelsh, detto ad andare a una prima del divo con tutto il cast, detto bookshop in infopoint, e poi: ma come parliiii come ti esprimiii! a me stessa. Ho cercato di convincere manager a rifare di nuovo gli after a benevento. Ho acquistato hash, e intimo in offerta da intimissimi. E un costume, e un regalo. Ho mangiato un croccante al cacao, una pizzetta con salsiccia e peperoni.  E poi il lattuccio. Ho visto maidiremartedì, fumato, scritto questo post.

E' per cose così che latito.

pagly @ 00:53 | commenti: commenti (55)(popup)

Bad purposes for now

written by il lunedì, maggio 05, 2008 in: pagly, au du iu sei

Prove, governo ladro.
Giusto perché non piove. Celebro questo mese il mio distacco dall’informazione politica. Non mi faccio fare fessa, non voglio sapere nulla, nemmeno i presidenti di camera e senato, voglio essere ignorante. I wish. Voglio leggere solo libri di rockenroll e ascoltare la radio. Voglio avere le fette di salame di cioccolato sugli occhi e non vedere o sentire niente. Priva di coscienza mediaticamente orientata. Voglio vivere così, col sole in fronte, essere bene per chi mi ama e anche per chi no. Voglio un piccolo mondo moderno dove non si calpestano le persone dove the love you take is equal the love you make. In the end. Voglio una nuova lingua affianco allo spanglish. Voglio l’itanglish. L’inglese posto su basi grammaticali e costruzioni sintattiche italiane. Voglio sentire 50 volte di seguito la stessa canzone, e poi un’altra, un’altra, un’altra e voglio profumare di pulito mentre lo faccio.

 


pagly @ 23:22 | commenti: commenti (53)(popup)

maledetti vi amero'

written by il giovedì, aprile 24, 2008 in: nonsense, uteog

E’ un titolo di un film vecchio che non ho mai visto, ma mi è piaciuto subito. Il titolo dico. Come una calamita che ha un mio amico sul frigo. Ritrae un orsetto che dice “Scusi, lei mi ama un po’?

Il punto non è la ricerca dell’amore, ma la volontà di riceverlo senza pretenderlo. E ricambiare.

A volte di notte sogno il terremoto, o lo sento o tutteddue.

Ogni volta che lo sento, la mattina dopo dico a qualcuno “stanotte ho sognato il terremoto o l’ho sentito” e quello mi conferma che in effetti un terremoto c’è stato.

L’ultima volta mi è accaduto sabato. E non venitemi a dire che ci sono milioni di scosse ogni notte, io parlo di quei terremoti che dicono al tiggì. A volte mi capita di sentire anche terremoti dall’altra parte del mondo. Ma solo se sono distruttivi. Questa è una delle mie abilità ed ho i testimoni. Quindi niente ciance.

Sto spostando anni di memoria su un nuovo hard disk, si chiama G. Sta qui insieme a C e D. Il travaso mi riporta a quando la nonna tirava il vino dalla damigiana per metterlo nelle bottiglie e all’inizio succhiava dal tubo e dopo un poco il vino usciva da solo. Che magia. Altro che i vasi comunicanti. E parlo come i vecchi, ma quegli odori di cantina e vino erano molto più belli. Siamo come i nostri padri.

Divago. Vago di qua, ma senza starci troppo. In queste che altro non sono che chiacchiere bidimensionali, se non trovate un nesso un senso o un fine non affannatevi a rileggere: è così. Niente nesso, né senso né fine, solo lettere in fila, fonemi nelle orecchie, significati nella testa. Fermatevi al livello delle orecchie. E’ solo succo di testa. Anyway potrei stare ore a parlare di quanto siano belle le orecchie, sia dell’uomo che del cane.
Potrei. Ma non lo farò.
Amerovvi, maledetti, però. Little pagly

pagly @ 00:05 | commenti: commenti (45)(popup)

aim taird - sono stanca

written by il mercoledì, aprile 16, 2008 in: au du iu sei

bat veri veri taired - davvero stanca
ai didnt slip, for half of d nait 'cos ai was nervous - e per l'altra metà ho avuto mal di pancia. e quell'ora che ho dormito ho sognato di avere maldipancia e che il moment non me lo faceva passare così mi sono svegliata.
adesso vado a lavoro - aim going tu work
ad amalfi - ai hop i don fall aslip while aim driving - che se no cado in mare da altezze elevate.
sono davvero taired - aiem rilli stanca. e confusa.
così stanca che non riesco a pensare assilvio. anzi sì: PORCAPUTTANA.
Almeno ho la mia (e dei soci) rassegna musicale...che si chiama musicatinta every sunday da mo a fine giugno...non vi invito che abitate troppo lontano.
i'ts leit - è tardi. aim vading.

pagly @ 09:05 | commenti: commenti (35)(popup)

outing before sunday: the big fear

written by il venerdì, aprile 11, 2008 in: politica
questo qui è il mio politometro
dice dove mi colloco in base a un po' di risposte ad altrettante domande.
è comodo. devi dire quello che pensi e poi fa tutto da solo.
ad ogni modo, scrivo oggi perchè ho un poco di tempo (ho gli orari di lavoro traslati alla sera il venerdì) e perchè ho paura di cosa vorrò dire lunedì.
metto le mani avanti: odierò gli italiani, non tutti, la metà. e li cercherò con lo sguardo sugli autobus e nelle università napoletane dove sto passando le mie mattine.
poi mi dirò che in quei posti non li troverò. o li troverò camuffati.
tre mie cugine molto carine si sono fidanzate con tre ragazzi altrettanto carini. a loro dire(delle cugine)  hanno un solo difetto: sono di destra.
il punto è che mentono: su tre solo uno, abbronzato nell'anima, lo sembra. gli altri due ci ingannano.
ne ricavo che come loro molti altri sono dei lestofanti travestiti che nella solitudine della cabina si rivolgono a silvio.
rimembro ancora i patimenti di quei cinque anni.
il punto è che io sono allergica. mi viene una cefalea muscolotensiva se solo lo vedo (a silvio). e mio nonno sputa sul televisore quando c'è lui e bestemmia. mio nonno ha 82 anni, non dovrebbe vivere in pace?

pagly @ 08:56 | commenti: commenti (38)(popup)

il solito, grazie

written by il giovedì, marzo 27, 2008 in: spleen

Ieri sera avrei avuto millemila spunti per scrivere, ma la stanchezza mi ha suggerito di ripormi e dormire. Avevo la secchezza delle fauci di certi fumi e la sete di certe cene salatemente condite, aggiunte di dolci pannanutellosi e grappe per fingere che no, non hai mangiato troppo.
Al tigicinque era vera la notizia che finalmente il maltempo se n'è andato via dall'Italia, resta solo sulle regioni tirreniche, dice beandosi quel giornalistuncolo, ma la pioggia a volte quando ci hai altri cazzi non tanto semina il malcontento. Che ci pensano gli altri cazzi a seminarlo. Certi giorni il futuro si delinea così chiaramente che quasi ne ho paura. In altri quello stesso disegno è solo una cartolina priva di una minima consistenza. Fumando mi sono ricordata di Pannocchione e non ho parlato che di lui. Pannocchione era uno dei nemici di Nanà supergirl, che in giapponese si chiama Nanako SOS. Pannocchione disponeva di un elicottero verde militare a due eliche, e aveva un'insana passione per le pannocchie di granturco. Di Pannocchione sembrano non esistere immagini in questa rete immensa. Lo serberò nel mio cuore.
Intanto, l'aria intorno...mi piacerebbe sai sentirti piangere. Questo mi gira in testa perchè dopo l'ennesimo concerto Kuntziano, ho dato un nuovo senso a ciò che ne aveva avuti già parecchi. Un nuovo senso a un brano vuol dire anche una nuova faccia a cui abbinarlo. E una nuova sensazione di tristezza a fare da sfondo. Con difficoltà abbino il sentire interno, l'apparire esterno, e l'immanenza dei contesti. Sfondo fisso, queste vignette differiscono per 100 piccoli particolari, qualche piega nella pelle, un neo, un bicchiere di lacrime in più, un pezzo di terra sotto i piedi in meno. Sorrido dei sorrisi altrui, delle felicità di chi amo. Aspetto il mio turno. Ma sento qualcosa che inaridisce. Poi però, se una cosa l'ho imparata è che è tutto un rimescolamento di carte.

pagly
pagly @ 15:56 | commenti: commenti (47)(popup)

pedissequamente assente

written by il giovedì, marzo 13, 2008 in: cronache di paglia

lo ammetto ch'è evidente: sono assente come il senso di pudore nei politici.
Ma sto lavorando per me...per una cosa che si chiama musicatinta, che poi vi dirò, organizzo, faccio, rispondo ad artisti, musicisti, manager, faccio riunioni,  disegno, contatto, archivio, penso a problemi, parlo con i soci, rido con i soci, risolviamo problemi.
Nel tempo libero lavoro (che pur mi pagano a fine mese!), poi vado ai concerti, al cinema, fitto dvd, guardo la pioggia, guardo il sole, vado a teatro, parlo al telefono.
Nel tempo libero dal tempo libero lavo i piatti, pulisco i bagni, rifaccio il letto, spolvero, faccio la lavatrice, stendo i panni, tolgo i panni, bestemmio la pioggia che bagna i panni, rido al sole, innaffio le piante, guardo la tivììì, vado dal dotttore, vedo gli amici, scarico musica, scarico dreamweaver, combatto i virus, scarico anti spam spyware searchanddestroy, scarico la candeggina nel wc, scarico la legna per il camino, mi lavo, mi nutro, mi peso, gioco al nintendo ds, leggo (poco), vado a pranzo dal nonno, chiamo sorella in irlanda, vado all'aeroporto, compro vestitini per la primavera, aspetto di indossarli.
Devo trovare il tempo per andare in bici, andare a correre, leggere i post, commentare i post, imparare dreamweaver, fare quadri, prendere la lambretta, lavare la macchina, andare dal dentista, andare a un paio di  feste.

Emmenomale che non ci ho il fidanzato!

pagly

pagly @ 10:37 | commenti: commenti (67)(popup)